L'AQUILA, ospedale San Salvatore, UFFICIO STAMPA, VITTORIO TUCCERI - All’Aquila resta più che mai accesa la spia rossa sulle malattie della tiroide: per 180 persone, su 200 complessivamente a colloquio con i medici nella settimana scorsa, sono stati disposti approfondimenti. Questa altissima percentuale di soggetti, sul campione esaminato, dovrà tornare in ospedale perché, sulla base delle informazioni date ai medici, la ghiandola rischia di ammalarsi. Le ‘cinque giornate’ di L’Aquila sulla prevenzione della tiroide - svoltesi negli ambulatori di endocrinologia del San Salvatore dal 18 al 22 maggio scorsi, nell’ambito della settimana mondiale della prevenzione – continuano a far suonare alte le sirene dell’allerta sulla popolazione. Per lo screening (basato quest’anno su colloqui-indagine col paziente e consegna di brochure e materiale informativo) il reparto di endocrinologia, diretto dal dr. Giuliano Mariani, ha messo in campo 3 ambulatori, ciascuno gestito da uno specialista supportato dall’infermiere. 40 incontri al giorno, svoltisi dal 18 al 22 maggio scorsi, per passare al vaglio 200 persone, che sono accorse a farsi esaminare in assenza di sintomi