L’AQUILA – Il più piccolo neurostimolatore cerebrale ricaricabile al mondo è stato impiantato, per la prima volta all’ospedale di L’Aquila, nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale. L’intervento per applicare il sofisticato dispositivo è stato effettuato dal neurochirurgo dott. Francesco Abbate e dal direttore dell’unità operativa di Neurochirurgia, dott. Alessandro Ricci, con l’importante contributo della dott.ssa Esther Liberatore, direttrice della Farmacia ospedaliera, che ha coordinato la procedura amministrativa di acquisizione dello strumento. Il neurostimolatore cerebrale ricaricabile è stato applicato a un paziente di nazionalità estera, appartenente alle forze dell'ordine e affetto da Parkinson, che dopo l’intervento ha ripreso la propria attività lavorativa. Il generatore, impiantato per la prima volta nel presidio aquilano, è il più piccolo neurostimolatore ricaricabile attualmente disponibile al mondo, con un volume di soli 13,6 cc e dimensioni 3,87 × 4,80 × 0,89 cm, caratteristiche che favoriscono un posizionamento più agevole e un miglior comfort per il paziente. Il generatore viene ricaricato attraverso un dispositivo wireless che, poggiandosi sul torace del paziente per pochi minuti, consente di disporre di una autonomia di circa 37 giorni. Ciò presenta il vantaggio di ridurre la frequenza delle ricariche limitandole a non più di 10 l’anno, con un impatto significativo sulla qualità di vita del paziente. In alternativa, peraltro, è possibile optare per sessioni più brevi e frequenti (es. ricariche settimanali di circa 30 minuti). Il sistema si fonda su una tecnologia aggiornabile: il sistema consente l’accesso a futuri aggiornamenti senza necessità di sostituzione del generatore ma tramite semplice upgrade software, garantendo maggiore longevità tecnologica. E’ possibile inoltre attuare una gestione remota avanzata che consente di effettuare visite e programmazioni a distanza, con accesso sicuro da parte del clinico, connessione diretta con il paziente, valutazione tramite audio/video, modifica dei parametri terapeutici da remoto, generazione di report clinici a fine sessione. L'innovativa tecnologia assicura lunga durata al dispositivo, evitando di sostituire periodicamente l’apparecchio (generalmente ogni 4 anni), con una netta riduzione dei periodici costi. L’approccio adottato dal reparto del San Salvatore si inserisce nel contesto più ampio della telemedicina, migliorando accessibilità e continuità assistenziale, soprattutto per pazienti con difficoltà di accesso ai centri. Si tratta di una nuova strategia che rientra in un programma complessivo di crescita e investimenti, varato dalla direzione strategica guidata dal Manager Paolo Costanzi, mirato ad alzare sempre più l’asticella della tecnologia applicata ai livelli di assistenza. Va ricordato che la Neurochirurgia di L’Aquila è tra le poche in Italia e l'unica in Abruzzo ad occuparsi di neurochirurgia funzionale, branca specializzata che mira a correggere o modulare le attività del sistema nervoso per migliorare sintomi neurologici, motori e psichiatrici. L’attuazione di questa particolare procedura determina una costante mobilità attiva di pazienti nel territorio della Asl 1 Abruzzo.