L’evento-crash, la febbrile mobilitazione, l’avvio della catena dei soccorsi, l’ospedale da campo, l’assistenza a vittime e feriti: sono state queste le sequenze-pilota della maxi esercitazione di soccorso che si è tenuta sabato scorso, 20 giugno, a Fossa (Aq), che ha coinvolto numerosi enti e associazioni di volontariato. Una simulazione per saggiare l’efficienza della macchina dei soccorsi, senza preavviso.
Lo scenario immaginato è stato quello di numerosi feriti all’esterno dell’edificio, codici neri (decessi), due pazienti in codice rosso, gravissimi, con pochi margini di sopravvivenza. Di diverso tipo le ferite che gli operatori sanitari hanno dovuto fronteggiare: fratture a bacino, costole, femore, clavicola, setto nasale, perforazione del polmone.
All’evento hanno partecipato più soggetti come prova di una riuscita sinergia per una eventuale risposta a fatti gravi che richiedono tempismo e coordinamento nelle operazioni di soccorso.
In particolare, è stata l’occasione per mettere in atto il Peimaf, il Piano di Emergenza per il Massimo Afflusso di Feriti, messo a punto dall’ospedale aquilano nel 2023.
“E’ doveroso ringraziare”, dichiarano il prof. Franco Marinangeli, direttore della Dea (Dipartimento Emergenza-Urgenza) della Asl 1 Abruzzo e il dott. Emilio Tonelli, direttore facente funzione del Pronto soccorso dell’ospedale di L’Aquila, “tutti gli attori che hanno preso parte all’esercitazione vale a dire: Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Protezione civile, Comune di Fossa, Pro Loco, Direzione di presidio dell’ospedale di L’Aquila, studenti e specializzandi dell’Università per i quali la dimostrazione di soccorso è stata anche un corso di formazione. La simulazione è stata molto utile per verificare sul campo le effettive difficoltà operative che si vengono a creare in una situazione così grave”